La Grande Miniera di Serbariu e il Museo del Carbone

Il sito minerario di Serbariu, attivo dal 1937 al 1964, ha caratterizzato l’economia del Sulcis e rappresentato tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia. Il complesso è stato recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici. Il progetto per il recupero e la valorizzazione del sito ha reso fruibili gli edifici e le strutture minerarie che oggi costituiscono il Museo del Carbone.

Il Museo del Carbone

Attenzione: la Grande Miniera di Serbariu – e nello specifico la Lampisteria del Museo del Carbone – sarà interessata da importanti lavori di ristrutturazione nel corso del 2024. Le modalità di accesso e di visita subiranno quindi alcune modifiche, illustrate nella pagina Orari e prezzi

La visita classica (al momento modificata) include i locali della lampisteria, della galleria sotterranea e della sala argani.

Nella lampisteria ha sede l’esposizione permanente sulla storia del carbone, della miniera e della città di Carbonia. L’ampio locale accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti, oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori.

La galleria sotterranea mostra l’evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni ’30 fino alla cessazione dell’attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell’epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive.

La sala argani, infine, conserva al suo interno il macchinario con cui si manovrava la discesa e la risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.

Servizi interni alla struttura

I servizi situati all’interno della Lampisteria (caffetteria, bookshop, sala convegni) riprenderanno a funzionare regolarmente al termine dei lavori di ristrutturazione.

Al momento una selezione di articoli del bookshop del museo (libri e oggettistica) è acquistabile presso la biglietteria.